Giuseppe Giannotti
← Articoli

Omaggio a Pier Paolo Pasolini

Pasolini e Michelangelo: due geni, lo stesso tormento

Intervento letto al Ristorante Pommidoro, San Lorenzo, Roma, il 18 aprile 2026, a chiusura delle giornate del Premio Letterario Internazionale Omaggio a Pasolini. La sera prima, alla Pro Loco San Lorenzo, la lettura di una poesia inedita.

La lettura della motivazione al Ristorante Pommidoro
La lettura della motivazione al Pommidoro, 18 aprile 2026.

Alberto Moravia, al funerale di Pasolini, disse:

«Abbiamo perso prima di tutto un poeta. E poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono tre o quattro soltanto in un secolo. Quando sarà finito questo secolo, Pasolini sarà tra i pochissimi che conteranno come poeta. Il poeta dovrebbe esser sacro.»

Pasolini non fu soltanto un grandissimo poeta. Fu un genio rinascimentale nel Novecento: poeta, romanziere, regista, saggista, drammaturgo, pittore. In Italia non accadeva da secoli che un uomo solo attraversasse tutte le forme dell'espressione. Un paragone possibile è Michelangelo Buonarroti, scultore, pittore, architetto e poeta, che scriveva d'amore con la stessa veemenza con cui attaccava il marmo.

Ma il legame più profondo tra i due è il tormento. Michelangelo, nel Cinquecento, è posseduto dall'amore. L'io si dissolve, il cuore trabocca e non trova uscita; il desiderio è colpa, il corpo è peccato, marmo da redimere. Non se ne liberò mai.

Michelangelo scrisse:

Come può esser ch'io non sia più mio?
O Dio, o Dio, o Dio,
chi m'ha tolto a me stesso,
c'a me fusse più presso
o più di me potessi che poss'io?
O Dio, o Dio, o Dio,
come mi passa el core
chi non par che mi tocchi?
Che cosa è questo, Amore,
c'al core entra per gli occhi,
per poco spazio dentro par che cresca?
E s'avvien che trabocchi?
Michelangelo Buonarroti, Rime

Pasolini conobbe lo stesso fuoco, e lo visse come una lacerazione pubblica: il corpo, l'intelletto, la politica, la morte, tutto esposto e tutto in conflitto. Nemmeno lui si liberò del tormento, e credo che non volesse liberarsene.

Nel 1965 cammina di notte per la Tuscolana e si dice che non ha più voglia di quell'amore. Non ci crede nemmeno lui. Morirà dieci anni dopo, ancora in cerca.

Segue la lettura di Diario, dalle Poesie marxiste abbozzate (1964-1965), in Pier Paolo Pasolini, Tutte le poesie, Mondadori, «I Meridiani».

Il Premio Letterario Internazionale Omaggio a Pasolini si è svolto a Roma dal 16 al 18 aprile 2026: la mattina pasoliniana a Tor Pignattara con Francesco Sirleto, il reading alla Pro Loco San Lorenzo, la giornata al Ristorante Pommidoro con le musiche di Giampiero Campese e Marco Tummolo. La motivazione del riconoscimento è di Mauro Montacchiesi. Il testo di Diario non è riprodotto per ragioni di diritto d'autore.